Черный Вальс

Cap. 7 – Pelle Ruvida

Quindici giorni dopo, Réfles non si è ancora ripreso del tutto. Sporco, stanco ed affamato, vaga per la Foresta Nera trovando comunque la forza per superare quel momento e gridare al cielo la sua volontà.

Testo

Verso l’orizzonte marcia a scatti e cigola,
La foresta nera espande il buio telo.
Denso il fango fresco ingoia e sputa l’entità
Di un tenente in fuga dal suo amato impero.
Trascina la sua ombra ormai da anni ed ansima
In codesto impuro luogo di abbandono.
Freme di avvistare orme di creatività
Per ricostruir la vena artistica.

Traballante nei suoi passi,
Il crudel passato lo perseguita.
Spettri cinici deridono ogni tentativo.

Di avanzare o ritirarsi,
Di raggiungere l’inferno o l’aldilà,
Di accettare le sembianze di ogni identità.

Notti insonni a rotolarsi, convulsioni da manuale
Piroette tra i sentieri e sangue perso.
Tutto questo per raggiungere lo stadio primordiale
Di animale rozzo e tonto ma sociale.
Le ferite sulle braccia emanano una luce blu
Che brucia, fa male, corrode.
La carne viva é incandescente, il resto é fumo nauseante
E fu il limite della sopportazione.

Il fastidio prende forma
Uno sciame di locuste sbuca
Grida, salta e avanza in senso circolare.

Inibiti i movimenti,
L’intento é di portarlo al loro nido.
Si sa, gli insetti agiscono per interesse.

Dopo un’ora di travaglio
Prende i sensi avvolto da una nuvola.
Una spinta lo fa piovere sul suolo.

Il buio pesto si fa denso,
Geometrie di forme in climax.
La febbrile involuzione del terrore.

Visioni di guerra tra nubi di polvere e un vuoto edificio
Dismesso che sembra un riparo sicuro per qualche minuto.
Bisogna evitare la pioggia di bombe, sonora tempesta.
Sembra di impazzire, un ultimo sforzo e poi via dal rumore.
Coperto in trincea, un sospiro si mescola al pianto nascosto.
Legami di sangue da salvaguardare e proteggere ad ogni
Costo un dolore crescente nel petto e un pensiero
Su quanto sia labile il sottile filo che lega l’umore
Dall’estasi alla perdizione.

Perso. Se ti senti perso é buon segno.
L’ho consigliato io.
Se riesci anche a mangiar la terra e prendere a pugni l’anima
Riuscirai a farmi contento.
Prendersela col presente e col passato
É una scusa da pigri, non porterà mai a niente.
Piuttosto dimmi perché
Non riesci ad andar via dall’incantesimo di ciò che ti circonda.
Piuttosto dimmi perché
Tratti i tuoi compagni come un insieme di carne ed ossa.
Piuttosto dimmi perché
Non ti sei ancora espresso ma fai finta di sorridere.

Sono la voce interiore che disturba
Sono la volontà che mette sempre in discussione
Sono la tenacia di chi affronta la tempesta
Sono il nemico di chi ha solo una risposta
Sono il motore del tuo battito che arranca
Sono il riflesso del fuoco dei tuoi occhi
Sono metafora di ciò che ti circonda
Sono il megafono dei desideri.

Come rugiada rinfreschi la mia anima
Come candela illumini il pozzo
Come il silenzio diffondi conforto
Come un tuono ruggisci carisma
Come poesia sospendi il tempo
Come una musa amplifichi i sensi
Come un diamante apporti valore
Fin quando respiri, sei parte del gioco.

Libera
La tua
Simmetrica
Volontà

Ho voglia di imparare a usare la testa.
Ho voglia di trovarti e stringerti per ore.
Sento di dover mollare la festa.
Colgo l’occasione per ribadire il mio prestigio.

Crediti

Musica e testo di Emilio Larocca Conte
Mixato da Emilio Larocca Conte
Mastering a cura di Mekis
Tutte le voci registrate negli studi Noize Fabrik a Berlino
Opera ispirata a Barche nel Porto di Notte di Emilio Larocca sr.

Prodotto e pubblicato da Cockroach International Production
Co-prodotto da Nilasphere

℗ 2018, Cockroach Int Production/Nilasphere
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