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Lettera a Jacopo

Caro Jacopo,

chiedo perdono in anticipo per l’invadenza (e per l’orario) ma sento il dovere morale di scriverti queste righe.

Sono sempre stato abituato a ricambiare gli insegnamenti con qualcosa di concreto e, dato che questi tre mesi non sono serviti solo a farmi diventare lo scanner più veloce del west, saprai meglio di me che no bisogna mai sottovalutare i cinesi, sono sicuro di aver tanto altro da dimostrare.

Cosa ho imparato in questi tre mesi di stage?

In primis, che non ho ancora capito una mazza di come funziona il mondo, così come non lo ha capito la maggior parte delle persone con cui ho avuto a che fare finora.

La cosa che mi rincuora è di aver almeno utilizzato l’approccio giusto per i primi 26 anni di vita, ovvero che la chiave di tutto è la consapevolezza.

Qualsiasi cosa si faccia non bisogna mai aver nulla da nascondere e lottare costantemente per abbattere le proprie debolezze.

L’unico modo per sentirsi liberi è trovare il giusto bilanciamento tra curiosità e costanza. La prima permette di esplorare e migliorarsi, di apprezzare le contraddizioni, di cogliere altri punti di vista e, infine, di essere umili. La costanza invece permette di portare a termine ciò che si è iniziato, di essere sempre concreti e con i piedi per terra, di riuscire a visualizzare gli obiettivi e devastare gli ostacoli piuttosto che evitarli.

Il discorso più banale del mondo ma, fidati, ho afferrato.

L’ho sempre applicato.

Ne ho sempre colto i frutti.

Nella musica, nello sport, nella vita sociale…mi reputo un perfezionista e ammetto che a volte questo mi ha fregato in termini di praticità.

L’altra faccia della medaglia è la debolezza (sono un pirla).

Ho il grande pregio di tirar fuori i cosiddetti quando sto con l’acqua alla gola, almeno allora divento me stesso.

Sto lavorando per essere sempre così e succederà penso quando sarò pienamente realizzato.

Fino ad allora sono disposto a subire le pene dell’inferno, se è il giusto prezzo da pagare.

Sono uno di quelli che deve avere il controllo assoluto della situazione, un cultore della personalità e dell’individualismo – non vedo il motivo per cui non bisogna pretendere il massimo della vita e da sé stessi.

Basta programmarsi ed essere svegli, non solo nello scegliere nuove strade ma anche nel sapere quando è il momento giusto di cambiare percorso…

Lo sport e la musica in tutto ciò sono sempre stati una buona palestra, così come i viaggi, il sapere, le conoscenze…chiamasi resilienza per i fighetti moderni.

Tuttavia, la lotta è importante quanto il contesto in cui avviene, le circostanze.

La prima, la lotta, apre la strada a mo’ di machete. Le seconde vanno affrontate con la testa giusta, con lucidità.

A furia di legnate sulle gengive, da un anno a sta parte ho realizzato tutto ciò.

Cosa che mi ha spinto a ricominciare da zero, venire qua a Parigi allo sbando più totale (senza casa, conoscenze, certezze, senza sapere il francese…).

Come avrai potuto notare, sono arrivato qui fisicamente e mentalmente devastato.

Non potevo sperare in una medicina migliore.

 

Ti ringrazio per la disponibilità dimostrata in questi mesi e sappi che farò di tutto per ricambiare in questi altri mesi che verranno, affermazione tanto furba quanto sincera.

Spero di aver dato la prova della mia affidabilità e dimostrato qualche lato buono interessante del mio carattere.

Garantisco impegno, costanza e disponibilità a sacrifici che un tipo di vita del genere richiedono.

Come ho fatto da 26 anni a questa parte…ma non ho mai trovato l’ambiente giusto e ho aspettato fin troppo ad andare via dall’Italia.

Il perfezionista-pirla era entrato in azione.

Ho solo bisogno di sentirmi motivato ed è per questo motivo che sono qui e non ho intenzione di tornare indietro.

Per il futuro: la prossima borsa di studio sarà utilizzabile per un massimo di 6 mesi e mi frutterà 900 euro al mese. In questi 3 mesi mi sono portato avanti col lavoro e ho guadagnato abbastanza per aprirmi un conto francese che mi permetterà di ottenere la CAF ed pagare un affitto quasi umano.

Secondo i calcoli, riuscirò a campare senza sacrificare troppo la bella vita (calcolando 5 euro al giorno per i pasti e 50 euro mensili per spese casalinghe varie).

Per quanto riguarda i miei progetti fra un po’ sarò disponibile on line e, quindi, sul mercato.

Ho quasi finito un sito in cui valorizzare tutto quello che ho fatto finora e cercare nuove collaborazioni.

Per rispondere alla nostra precedente discussione, la precarietà è alla base della ricerca personale e della realizzazione, per cui non ho nessun terrore di affrontare una vita del genere. Anzi…due mesi di lavoro di ufficio mi hanno portato dallo psicologo, quindi ben venga.

Penso che l’importante è ricevere soddisfazioni per il proprio lavoro e sentirsi gratificati, cosa che mi hai dimostrato non è poi tanto impossibile.

Ho sempre e comunque un piano B, chiamasi istinto di sopravvivenza, ma sono abbastanza ottimista.

Per completezza, scrivo in due righe (promesso) anche cosa ho imparato da Michele.

Mi sono definitivamente staccato da quello schifo di Marketing “all’italiana” di cui purtroppo mi avevano riempito la testa a secchiate nell’ultimo anno dato che il mio profilo musicale non mi permetteva di sopravvivere se non con qualche ripiego come insegnamento o immischiarmi in situazioni ben poco gratificanti della pop music.

Sono vecchio abbastanza per non accettare più compromessi.

Con lui ho ritrovato il piacere di studiare piuttosto che far le cose per un secondo fine.

Con entrambi ho imparato che il proprio nome parla da sé.

Grazie di tutto e buone feste.

Emilio

Snare on

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