Shiroi

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Shiroi

Cap. 2 – Una vita tranquilla

A diciassette anni, inizia a lavorare come marinaio ed in uno dei suoi primi viaggi ma sfortunatamente prende presto parte ad un incidente, ricordato ai postumi come il Naufragio di Nantucket. Tutto l’equipaggio affonda col veliero ma lui e Shiroi, quasi coetanei, riescono a salvarsi.

Testo

C’era una volta e c’è ancora un moccioso
Che tra i bucanieri era il meno informato
Sul dolce sapore di morbide labbra di donna.
Il suo nome é Shiroi.

Quel Quacchero del capitano Ismaele
Ogni giorno lo stressa con compiti insulsi,
Sfogando tutta la tensione di anni buttati.
Nessuno parla di sé.

Livida in lui
La libertà
Di chi ha furbizia
E sa guidar
La propria vita
Ora in gabbia,
Stile Dottor Aronnax.
Con sguardo cinico
E lucidità
Lancia quei dadi
Nella sfida
Per la più avvenente
Del primo bar.
Presto si sbarca in città.

É il sesto giorno del mese.
C’é odor di muschio stantio,
Fa un caldo porco.
Giù nella stiva combatte i suoi demoni armato di penna.
E quando le lettere iniziano a cantare,
La voce del polveriere interrompe il flow.

“Ehy, sangue del mio sangue, riesco a sentire
Un presagio avverso costante, ma qui nessuno si fida di me.
A cosa serve lottare contro un mare che lotta con noi”

Tutt’a un tratto il coffiere avvista un mostro enorme a tribordo.
Si alza il vento e le vele cominciano a tremare d’istinto.
Lo sfiato é vicino e il cielo é sovrastato da un muro di suono,
Da un muro di suono.

Le lance scalfiscono
Le acque che bruciano
Come il primo incubo
Dove il tempo gelido
Vanificò tutto.
I ramponi si alzano.

Il cuore insiste
E sprofonda con Shiroi e con me.

[…sveglia!…] …non è altro che un sogno…
…la mia vita è un sogno…
…quel moccioso ora è un sogno…
…che gioca con gli eventi…
…finchè il sogno è prodondo…

Oh, mio angelo in volo
Ti ho cercata a lungo e ti trovo
Quaggiù, nel blu dei miei abissi.
Illudimi, con la tua pelle di seta,
Raffreddami coi tuoi occhi di ghiaccio,
Fammi scoprire quello che sarò: un lampo!
Non aver pietà.
Solo così dal profondo del pudore l’adrenalina in corpo esploderà.
La prima spinta
Nasconde sempre un po’ di rimpianto.
E la seconda
É divertente come un trapianto.
Ma dalla terza
Tutto sembra…in discesa…
…e risalgo…

I due naufragarono a Nantucket,
Due costole rotte e sei punti all’orgoglio.
Da diversi mesi a sfidare il fato,
Il loro equipaggio è disperso nel vento.
La bestia omicida continua a salvare la specie, la sua.
È il 9 di Aprile quando si incontrarono a caso nel bar.
Uno sguardo, un saluto e due calci perché
Laggiù nell’angolo un angelo rosso
Non sembrava voler rispettare l’esito dei dadi.
A fine serata Shiroi collassò
L’umore ritornò bianco
Ma al suo risveglio la nave era già in alto mare.

Le lance scalfirono
Le acque che bruciano
Come il primo incubo
Dove il tempo gelido
Vanificò tutto.
Le spere risuonano.

Crediti

Musica e testo di Emilio Larocca Conte
Mixato da Emilio Larocca Conte
Mastering a cura di Mekis
Tutte le voci registrate negli studi Noize Fabrik a Berlino
Opera ispirata a Barche nel Porto di Notte di Emilio Larocca sr.

Prodotto e pubblicato da Cockroach International Production
Co-prodotto da Nilasphere

℗ 2018, Cockroach Int. Production/Nilasphere
© Slow Wave Sleep, tutti i diritti riservati

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