VERDE PERSIANO

verde_persiano
Foto di Planet Agency

Soprannome: Eic

Ruolo: pessimo manager, ottimo creativo

Età: 37 anni

Colore preferito: verde persiano

Professione: sindaco e aspirante Capo di Stato

Hobby: colleziona bustine di zucchero, legge classici latini e greci

Luogo di nascita: Shanghai

Residenza: Ramsele, Svezia, cittadino onorario di Nuova Dehli

Gruppo sanguigno: A positivo

Segni particolari: indossa ogni giorno una cravatta nuova e diversa sebbene gli abiti sartoriali siano molto simili tra loro; la mano sinistra è bionica

Campagna elettorale per la Presidenza della Repubblica 2017 – discorso numero sette

“Miei cari, un attimo di attenzione per cortesia.

Questa è una serata veramente speciale. Per me, e per tutti voi.

Ammetto di essere un tantino in difficoltà nel trovarmi qui, dove duemila anni fa coloro che hanno rinnegato una società fondata sulla fermezza, sulla lealtà, sulla soddisfazione e sull’altruismo hanno allattato un impero basato su qualcosa.

Chiedo a voi tutti lo sforzo di ricordare il credo politico di Fù, il mio illustre predecessore, di tenere sempre a mente i duri sacrifici che i nostri cari hanno perseverato fino ad ora.

Ebbene, in ragione alla fiducia unanime che la mia amata terra ha riposto in me, intendo continuare questa dura lotta alla fatalità con le armi che da sempre hanno prevalso sul male incarnato da forzature e repressione: le contraddizioni.

Come trentatreesimo Capo dello Stato della quattordicesima stirpe dichiaro aperta una nuova stagione di piaceri, di emozioni, di benessere, di virtù.

Dichiaro concluso il mio periodo di osservazione e sono pronto a dar vita insieme a voi ad una nuova era di prosperità, di nuove interpretazioni del tempo e dello spazio, del giorno e della notte.

La mia prima mossa sarà quella di implementare la Costituzione del Rombo in base a quanto segue:

Articolo 1: ogni essere, in quanto tale, porta con sé delle conformazioni fisiche e mentali multi-strato in base alle quali è costruita la sua spiccata originalità.

Articolo 2: pertanto, è ben accetta la disponibilità ad aprirsi ad altre forme e farle proprie, sapendo che esse sicuramente andranno a far parte del patrimonio nazionale dell’albero della storia, situato in fondo alla collina.

Articolo 3: gli stimoli hanno luogo solo e unicamente in una vita costantemente messa a repentaglio per propria iniziativa, alimentando quello che l’articolo sette, comma due, di un libro che devo ancora scrivere definisce il senno di poi e che corrisponde al motore del rispetto verso sé stessi, verso i propri simili, verso le generazioni future.

Articolo 4: ogni cittadino ha il diritto di amare, di rischiare, di aiutare il prossimo, di delirare come meglio crede in quanto non esiste nessuna pena peggiore del senso di colpa e non esiste vittoria più acclamata della realizzazione.

Articolo 5: per realizzazione si intende il rispetto ottenuto per quello che si è e quello che si fa, che resta, come da tradizione, misurato da dati di fatto e dall’empatia in modo assolutamente spontaneo.

Articolo 6: ogni cittadino può usufruire del Fondo Statale una somma attribuita in base alla fiducia che il diretto interessato sarà in grado di emanare e dalla successiva analisi accurata della sua storia, delle motivazioni e degli obiettivi.

Articolo 7: suddetta analisi verrà effettuata a cuore aperto dalla macchina biochimica di proprietà del Capo dello Stato che corrisponde alla piena fiducia popolare.

Articolo 8: ogni azione del cittadino deve tener conto della struttura romboidale-metaforica del nostro cervello e del suo particolare ritmo biologico, che consiste in:

  1. Accumulo
  2. Saturazione
  3. Produzione
  4. Assimilazione

Tale sequenza si ripete in modo circolare a seconda del limite (reale o veniale) del singolo ed è strettamente correlata alla volontà.

Articolo 9: chiunque si accorga che un cittadino ha bisogno di un’iniezione di volontà ha il diritto di agire nel modo che ritiene più opportuno al fine di iniettare al malcapitato una giusta dose di stimoli senza però condire il tutto con sensi di colpa o commiserazioni, le quali non possono far altro che rovinare l’attuale armonia raggiunta e, di conseguenza, i sacrifici.

Articolo 10: tali sacrifici sono da considerare soggetti alla messa in discussione e distruzione in qualsiasi momento in quanto, essendo nati dal bene comune e dalla passione, non hanno possibilità alcuna di essere lesionati.

Articolo 11: ogni cittadino ha diritto di diventare Capo dello Stato quando lo ritiene opportuno in base alle regole in vigore dalla prima stesura del seguente codice.

Articolo 12: tali regole vengono qui ribadite e consistono in

  1. abbassamento del capo con raccoglimento della concentrazione;
  2. oscuramento totale della vista tramite chiusura delle palpebre, che può avere durata complessiva a discrezione dell’interessato;
  3. espirazione profonda dell’aria con naturale sensazione di incanto;
  4. percorrenza a velocità libera del percorso che porta al sacro pulpito;
  5. festa condivisa con la popolazione equivalente al dialogo celebrativo di inizio mandato.

Articolo 13: tale decisione, in quanto spontanea, può essere contestata in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo, purché entrambe le parti siano armate di coscienza.

Articolo 14: la nostra è una società fondata sul niente che in quanto tale ha come unico garante il buon senso.

A queste parole io, Eic Larsonn Chién della Settima Dinastia dei Ribelli e, da ora, Capo dello Stato, aggiungo il mio più sentito augurio per un nuovo e glorioso capitolo della nostra esistenza e non prometto nient’altro che il mio massimo impegno per dare giustizia ai lunghi anni di studio e solitudine precedenti a questa mia redenzione.

Con permesso.”

Snare on