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Il catalogo musicale di | slow wave sleep |, così come i suoi video musicali e i contenuti social, si basano su un concept, una storia di fantasia a cui le canzoni fanno riferimento più o meno esplicitamente. Ogni uscita è un capitolo di questa storia surreale, ispirata alla realtà ed estrema come nei sogni. Ecco perché ogni album rappresenta un sogno invece che una singola parte della storia: tutte le idee arrivano come sensazioni oniriche, ricordi sfocati, che vengono tradotti in musica di volta in volta. Sarei più preciso sui dettagli se scrivessi l’intera cosa con la mia sola volontà.

Il sonno ad onde lente, slow-wave sleep in inglese, è infatti il terzo (forse anche quarto) stadio del sonno, quello in cui manteniamo le funzioni vitali al minimo, in cui entriamo in uno stato di ipnosi totale di cui non ricordiamo niente. È qui che le memorie si mischiano per comporre i sogni, e quelli che ci arrivano sono soltanto una piccola parte della fase REM prima di svegliarci.

Su SWS

Slow Wave Sleep racconta la storia di Spiro, un personaggio fittizio incarnazione di Rèfles, un Archetipo.

Egli è composto da emozioni represse, che sottoforma di plasma nero vagano in un’unica direzione per accumularsi in una massa liquida: il suo corpo. Nel tempo, ha acquisito una propria coscienza e vive in una dimensione parallela insieme ad altri Archetipi. Riesce a comunicare con gli esseri umani solo attraverso i sogni, l’arte e la natura.

Nei primi otto episodi del concept sono stati svelati alcuni dettagli del protagonista e, mentre nei primi demo, nei primi tre volumi di Hypnagogic, in L’ultimo Uomo e Chroma, tutto avveniva nella dimensione degli Archetipi in modo apparentemente scollegato (frequenti i viaggi nel tempo, spostamenti interplanetari, avventure nei sette stadi del chakra ecc.), con Spiro nell’Ecosistema, il terzo disco, e le uscite seguenti, l’azione si sposta sulla Terra ed assume linearità.

Su Rèfles

Rèfles è stato incarcerato per aver preso troppo peso: con la diffusione di internet, le emozioni represse sono aumentate esponenzialmente, e ora gli altri Archetipi temono questo enorme accumulo di potere. Dal carcere riesce a fuggire sulla Terra impossessandosi del corpo di Spiro, solitario pescatore del fiume Reno. In una giornata di tempesta, un fulmine cade sulla testa del povero pescatore e così avviene il cambio di personalità.

La nuova missione di Rèfles sulla Terra è restituire le emozioni agli umani, cosicché possa essere rilasciato dalla prigione una volta riacquistato il suo stato originale. Per fare ciò, Spiro dipinge tre strisce sui volti delle persone con il suo sangue nero. La parte sinistra del suo corpo è fatta dello stesso materiale di Rèfles, mentre l’altra metà di conserva le sembianze umane.

La dualità di Spiro e il suo primo anno sulla Terra

Spiro ha sempre un coltello in tasca per intaccarsi la mano sinistra, dove immerge il pennello nel sangue nero. Tuttavia, Il lato umano di lui, ha un effetto collaterale: nei momenti di tensione può esplodere di rabbia, una furia cieca dalla quale può placarsi solo subento forti traumi fisici. Quando succede usa mordersi il palmo destro, cercando sempre di non destare sospetti.

Spiro è stato avvistato nel bosco da un gruppo di escursionisti, che saranno le prime cavie del suo rito, di notte, senza farsi scoprire. Dopo un paio di approcci sospetti, il gruppo di nuovi amici riesce a convincere Spiro a raccontare a loro la sua storia. Decidono quindi di aiutarlo e portarlo in città.

Giunti a Vemetown, questo è il nome della destinatione, affittano una stanza d’albergo per la notte. Tuttavia, quando Spiro si sveglia, tutti se ne sono andati e c’è il conto totale da pagare. Solo e disilluso, rimane in città per quasi un anno, cercando di inserirsi nella società e nascondere la sua vera identità, a volte dimenticandola. Viene accolto freddamente dai concittadini, nonostante il suo atteggiamento gentile e generoso.

Scopre nelle lunghe passeggiate nella natura un modo per sfuggire all’umore negativo, e fa persino amicizia con un pastore. Durante una passeggiata, si ritrova accidentalmente in un posto nuovo, completamente blu e pieno di strani animali che fanno cose strane. È il Pianeta Vena, una dimensione parallela scoperta per caso nei momenti di instabilità mentale. A Vena non c’è aria, non c’è denaro e non c’è morte. È abitato da amici immaginari con i quali riesce a creare un ponte tra le due realtà viaggiando su una nave fantasma chiamata L’Olandese Volante, che sorvola Vemetown di notte.

Ma un giorno la nave viene avvistata da una bambina.
La voce dello straniero pazzo si diffonde in città e Spiro, incapace di sopportare questi pregiudizi, decide di allontanarsi da lì. Va nell’Artide, dove trascorre del tempo cercando di attirare a distanza l’attenzione delle persone con il Rito dei Tre Chiodi.

Il frammento di Rèfles

Il viaggio di Rèfles sulla Terra non era completo. Quando ha rubato il corpo di Spiro, ha lasciato apposta un suo frammento in prigione per osservare ed eventualmente uccidere Spiro nel caso in cui non completi la sua missione per un qualsiasi motivo. Questo frammento trova un modo per connettersi con i quattro elementi alterando gli schemi geometrici essenziali delle cose, aprendo così un terzo canale di comunicazione tra Rèfles e gli esseri umani oltre ai sogni e all’arte.

Nelle sue prime otto settimane tra noi, entra ed esce da piante e animali morti per rubare loro ricordi e studiare il loro codice genetico.


| album |

Spare time in the Arctic (2022)
Spiro nell’Egosistema (2021)
Natura Morta (2020)
Spiro nell’Ecosistema (2020)
Chroma (2018)
L’Ultimo Uomo (2018)

| ep |

um (2022)
Hypnagogic Vol.5 (2021)
Hypnagogic Vol.4 (2021)
Gilberto nell’Egosistema (2021)
Points (2021)

| videoclip |

Preludio Numero Due (2020)
Garuda (interattivo – 2020)
Fiore di Loto (2020)
Valzer Nero (live in studio, 2019)
Elogio della Follia (2018)
Ragnarök (2018)
Parresìa (2018)

| demo |

Congruence (2017)
Hypnagogic Vol.1 (2016)
Animal Instincts (2015)
KAI (2015)

| extra |

Spettro (libro 2018)
Vena (videogioco in realtà virtuale – 2017)
Sgamos vs Fates (cortometraggio – 2016)