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| stomaco in paradiso |

Decisione comprensibile e rispettabile, conseguenza di una visione generale della musica che a mio parere ha perso il suo scopo originario per spostarsi più sul lato professionale, con aspettative e numeri da raggiungere, da un lato, pigrizia intellettuale ed opportunismo dall’altro. È l’epoca della censura emozionale, non si riesce a capire dove si sbaglia ed avere una visione d’insieme per mancanza di dialogo ed id iniziativa. Tutto è bello ma niente da fastidio e quindi niente costruisce. Questo è il parere che mi sono fatto in questi due anni di esposizione. Qualsiasi iniziativa che vada contro per aggiungere valore all’esistenza è sempre la benvenuta. Ho molto a cuore voi, Bologna e l’Italia che ormai è diventata un cimitero di cervelli e paradiso di stomaci.